sabato 19 novembre 2011

Cristo Re - Christ Roi








 Cristo vince. Cristo regna, Cristo trionfa.

(English): Christ triumphed! Christ reigns! Christ commands!
(Filipino-Tagalog): Si Kristo ay nagtagumpay! Si Kristo ang naghahari! Si Kristo ang mag-uutos!
(Filipino-Chavacano): Cristo ya gana! Cristo ta reina! Cristo di manda!

mercoledì 19 ottobre 2011

Stiamo vicini ai nostri anziani


Se un giorno mi vedrai vecchio, se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi: abbi pazienza...
ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo.
Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose, non mi interrompere...
ascoltami, perché quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finché non ti addormentavi.
Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare...
ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perché non volevi fare il bagno.
Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie...
dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico. Ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l’abc.
Quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso...
dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco, non ti innervosire. La cosa più importante non è quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti lì che mi ascolti.
Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo...
non trattarmi come fossi un peso, ma vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l’ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi.
Quando dico che vorrei essere morto...
non arrabbiarti perché un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo. Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive.
Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te, che ho tentato di spianarti la strada.
Dammi un po' del tuo tempo, dammi un po' della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l'ho fatto per te.
Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza. In cambio io ti darò un sorriso e l'immenso amore che ho sempre avuto per te.
Ti amo figlio mio.


Beato Giovanni Paolo lI

Bonne nuit

martedì 27 settembre 2011

Le Beatitudini del bambino




Beato il bambino
che inizia la vita incontrando un sorriso.
Beato il bambino
che conta più del pannolino.
Beato il bambino
che è amato senza essere intronizzato.
Beato il bambino
che ha più modelli che rimproveri.
Beato il bambino
che non è guastato per eccesso di facilità.
Beato il bambino
che non è asfissiato di assistenza,
ma può andare a giocare nel cortile,
Beato il bambino
che non è obbligato di leggere a tre anni,
a ballare a quattro, a suonare a cinque…
ma può vivere da bambino.
Beato il bambino
che si sente sussurrare:
“Amore mio, ti affido al buon Dio!”


P. Pellegrino, Piccoli oggi grandi domani,
Ed. Esperienze, Fossano 1993, p. 129.

domenica 25 settembre 2011

29 septembre: Saint Michel Archange

Mont Saint-Michel (Photo Père Gilles)


Saint Aubert, dixième évêque d'Avranches, eut une vision dans laquelle saint Michel lui  ordonna d'élever en son honneur une église et un monastère sur un immense rocher que la marée haute ceint comme une île, et que les marins appelaient du nom sinistre de Tombe au péril de la mer. C'est aujourd'hui le mont Saint-Michel avec sa magnifique basilique, une des merveilles de l'Occident.
Saint Aubert craignit d'abord d'être le jouet d'un esprit de ténèbres, même après une seconde apparition. L'Archange lui apparut une troisième fois. « Je veux, lui dit-il, que tu élèves un sanctuaire sur ce mont sauvage ; j'y établirai ma demeure. Les peuples viendront y implorer mon secours contre leur ennemi que j'ai vaincu au commencement et qui reste toujours soumis à ma puissance. Lève-toi, va, qu'aucune difficulté n'arrête ton courage, je serai ta force ».
Le saint évêque n'hésite plus. Il raconte au peuple la triple apparition de l'Archange, et avec une nombreuse phalange d'ouvriers, il gravit la montagne, au chant des hymnes et des cantiques.
On arrive au sommet. Le bois tombe sous la cognée, les pierres arrachées roulent jusqu'au fond de l'abîme, les monticules disparaissent et le terrain s'aplanit.
L'œuvre avance, encore un effort et l'emplacement sera préparé. I1 ne reste plus qu'une roche ardue.
Toutes les forces se réunissent, les leviers sont fixés, mais la roche géante résiste toujours. On ne peut ni l'entailler ni la soulever. Aubert est consterné, il implore l'assistance de saint Michel.
L'Archange apparaît la nuit suivante à Baïno, homme pieux et père de douze fils, qui habitait non loin de là, à Iciacus, aujourd'hui le village d'Iluynes Ne crains point, lui dit-il, je suis l'archange Michel, et viens te quérir, pour aller porter aide à l'évêque Aubert ; lève-toi sans retard, prends tes fils et va à la montagne.
Obéissant à la voix céleste, Baïno se lève et part avec ses enfants, moins le plus jeune encore au berceau. II raconte à saint Aubert la vision dont il est encore ému, et il lui communique l'ordre que l'Archange lui a donné.
Les ouvriers reprennent courage ; les cantiques recommencent ; on lutte de nouveau contre la roche rebelle, la pique frappe le granit, on emploie la force et l'adresse, la sueur coule de tous les fronts, mais la roche ne remue pas.
Le saint évêque paraît plongé dans une profonde rêverie. Tout à coup, le visage illuminé comme par une vision céleste, il s'adresse à Baïno.
- N'as-tu pas encore, dit-il, un enfant à la maison, outre les onze que voilà !
- Oui, répond Baïno, mais il est au berceau.
- Va le prendre, répond l'évêque.
On court aussitôt à Iciacus, et on apporte l'enfant dans son berceau.
Saint Aubert prend ce petit enfant dans ses bras et l'approche du rocher. L'enfant sourit et pose son pied sur le granit. O merveille ! sous cette faible pression, la roche s'ébranle, et, avec un fracas épouvantable, roule comme une avalanche. Le peuple bat des mains, l'évêque ému verse des larmes de joie. On reconnaît l'action visible de saint Michel, et on chante des hymnes de reconnaissance au glorieux vainqueur des légions infernales.
La roche tombée sur la grève porte encore l'empreinte du pied du petit Baïno, empreinte qu'aiment à voir, dans la chapelle rustique qui perpétue cette gracieuse légende, les nombreux pèlerins qui vont prier dans la basilique du mont Saint-Michel.
Les constructions achevées, saint Aubert établit dans le monastère douze religieux, pour y servir le Seigneur et son puissant Archange. La dédicace du Mont-Saint-Michel eut lieu le 16 octobre 708.
Depuis, saint Michel a montré par des miracles multipliés, qu'il veut toujours être honoré sur cette sainte montagne, et qu'il obtiendra de grands bienfaits à la France, si nous recourons à sa puissante intercession.

Extrait de "L'Ange Gardien" n° 8, Décembre 1896, pp. 255-258.




Saint Michel, fort dans le combat, priez pour nous
Saint Michel, vainqueur de Satan, priez pour nous
Saint Michel, d
éfenseur des âmes justes, priez pour nous
Saint Michel, soutien du peuple de Dieu, priez pour nous
Notre-Dame des anges, priez pour nous

29 settembre SAN MICHELE ARCANGELO



Il suo nome in ebraico suona Mî kā’ēl e significa: “Chi è come Dio”? Fu questo il grido di battaglia con cui debellò Lucifero e gli angeli ribelli e riunì sotto la sua bandiera tutti gli angeli fedeli. Il nome degli angeli, biblicamente, coincide con l’essere e con la loro missione. Lo stesso nome Michele è perciò una protesta di fedeltà e di umiltà, un grido di amore, una scelta incondizionata nel servire Dio (Ap 12, 7-9 ).
Michele era già considerato dagli Ebrei come il principe degli angeli, protettore e difensore del popolo eletto, rappresentante della potente assistenza divina nei confronti di Israele (Dn 10, 21; 12,1). L’angelo del Signore si oppone a Satana e riceve per questo motivo il nome di Michele (Zc 3, 1-2).
L’arcangelo Michele è stato onorato sin dai tempi antichi sia in Occidente che in Oriente. L’Imperatore Costantino attribuisce alla protezione dell’arcangelo numerose vittorie ottenute contro i suoi nemici e, per  gratitudine, fece costruire un magnifico santuario vicino a Costantinopoli: il celebre Michaelion. Questo santuario divenne meta di pellegrinaggi: molti ammalati ottennero guarigioni per l’intercessione dell’arcangelo Michele. I successori di Costantino eressero altre chiese in Costantinopoli  in suo onore; nel VI secolo erano già una decina e nel IX secolo se ne contavano ben trenta. A Roma, le chiese costruite e dedicate a San Michele risalgono all’anno 494. Il 29 settembre, si festeggiava la dedicazione della Basilica a san Michele sulla via Salaria.  Chiese  molto  antiche,  già  nel  V secolo, si  trovavano in Italia: a Roma, a Milano, a Piacenza, a Genova, a Ravenna, a Venezia, a Spoleto. In Puglia, sul Monte Gargano, la Città di Monte Sant’Angelo accoglie il più celebre santuario dell’occidente latino dedicato all’arcangelo San Michele. La storia del culto sul Gargano è stata a noi tramandata dal “Liber de apparitione sancti Michaelis in monte Gargano”, redatto tra la fine del secolo VIII e gli inizi del IX. Esso parla di tre apparizioni di san Michele, tradizionalmente datate nell’anno 490, 492, 493. In  una quarta apparizione, nell’anno 1656, egli promette all’arcivescovo Alfonso Puccinelli di proteggere e di liberare il paese dalla peste che infieriva in tutta l’Italia meridionale. Ben presto non solo la Città fu liberata dall’epidemia, ma furono guariti anche tutti coloro che invocavano la sua intercessione. L’arcangelo apparve ancora in Normandia (Francia) a Mont-Saint-Michel, dove venne eretto nel 709 un famoso santuario, meraviglia architettonica sorta dal mare. La prima apparizione è fissata al 16 ottobre 708 e in seguito se ne ebbero altre.
Diversi autori spirituali fanno l’elogio di san Michele, come san Basilio, san Gregorio, sant’ Alfonso de Liguori. Di lui scriverà san Tommaso d’Aquino: “Michele è l’alito dello Spirito del Redentore che, alla fine del mondo, combatterà e distruggerà l’Anticristo, come fece con Lucifero all’inizio”.
In Italia, san Michele è patrono delle forze di Pubblica Sicurezza e dei paracadutisti. Pio XII, nel 1941, lo proclamò patrono dei radiologi. 
  
“O san Michele, principe molto invincibile, degnati di soccorrere il popolo di Dio e donagli la vittoria…”

(Leone XIII, Roma, 29. 09. 1891)


S

an Michele arcangelo
con la tua luce, illuminaci,
con le tue ali proteggici,
             con la tua spada, difendici,
             con la tua potenza, rafforzaci,
             con il tuo amore, infiammaci,
             con i santi arcangeli Gabriele, Raffaele e
             tutti gli Angeli, aiutaci.
             Tu che sei il protettore della Chiesa di Cristo in terra,
             guardiano del Santissimo Sacramento,
             custode della forza angelica,
             misericordioso protettore e liberatore 
             delle anime del purgatorio e dei moribondi. Amen.