domenica 17 maggio 2026

Sempre gioiosi nel Signore

Rimaniamo sempre lieti anche se ci troviamo di fronte a un mondo lontano dai valori cristiani; la vera gioia, però, si raggiunge solo nel vivere alla luce di Dio. 

 Mi piacciono molto le parole di madre Tesesa di Calcutta sulla gioia. Con questi questi versi ci insegna la gioia:

Un cuore gioioso è il normale risultato
di un cuore che arde d'amore.
La gioia non è semplicemente una questione di temperamento,
è sempre difficile mantenersi gioiosi:
una ragione di più per dover cercare di attingere
alla gioia e farla crescere nei nostri cuori.
La gioia è preghiera; la gioia è forza; la gioia è amore.
E più dona chi dona con gioia.

Ai bimbi e ai poveri, a tutti coloro che soffrono e sono soli,
donate loro sempre un gaio sorriso;
donate loro non solo le vostre premure, ma anche il vostro cuore.
Può darsi che non si sia in grado di donare molto,
però possiamo sempre donare la gioia
che scaturisce da un cuore colmo d'amore.
Se nel vostro lavoro incontrate difficoltà e le accettate con gioia,
con un largo sorriso, in ciò, al pari di molte altre cose,
vedrete le vostre opere buone.

E il modo migliore per dimostrare la vostra gratitudine
consiste nell'accettare ogni cosa con gioia.
Se sarete colmi di gioia, la gioia risplenderà nei vostri occhi
e nel vostro aspetto, nella vostra conversazione e nel vostro appagamento.
Non sarete in grado di nasconderla poiché la gioia trabocca.
La gioia è assai contagiosa.
Cercate, perciò, di essere sempre
traboccanti di gioia dovunque andiate.
...
La gioia dev'essere uno dei cardini della nostra vita.
È il pegno di una personalità generosa.
A volte è altresì un manto che avvolge
una vita di sacrificio e di donazione di sé.
Una persona che possiede questa dote spesso raggiunge alti vertici.
Splende come un sole in seno a una comunità.
...
Che Dio vi renda in amore tutto l'amore che avete donato
o tutta la gioia e la pace che avete seminato attorno a voi,
da un capo all'altro del mondo.

lunedì 11 maggio 2026

Avis mortuaire

 

 


Mes frères,

Un grand et irréparable malheur vient d’arriver au couvent de Belle-Fontaine et j’ai le pénible devoir de vous en faire part.

C’est la mort de l’Abbé Quille.

Mardi dernier, pendant que l’Abbé Nédiction donnait le salut, l’Abbé Quille est tombé dans les bras du Père Clus pour ne plus se relever. Vous jugez de l’émotion générale. Tous les Révérends Pères s’agitaient et pleuraient ; un seul était joyeux, c’était le Père Fide. On alla chercher le Père Chlorure et le Père Manganate, pensant que leurs efforts pourraient ranimer l’Abbé Quille. Mais le Père Emptoire déclara qu’il n’y avait plus d’espoir.

Au milieu des lamentations, on se prépara donc pour la cérémonie funèbre, pendant que le Père Sonnage, le plus grand de la communauté, sonnait les cloches à toute volée. On se dirigea vers la chapelle, et comme il n’y avait pas de chaire, le Père Roquet monta sur le Père Choir. Il fut suivi de l’Abbé Gueule, qui parla avec véhémence. Puis le Père Cepteur fit la quête.

Pendant que l’Abbé Molle chantait le De Profundis, une grande discussion s’éleva sur le chemin à suivre pour aller au cimetière. Le Père Clus et l’Abbé Cane ne voulaient pas quitter la grand-route, tandis que le Père Illeux voulait monter tout droit vers la montagne, ainsi que le Père Dreau et l’Abbé Casse, affectionnaient les chemins escarpés. Le Père Plexe hésitait, tandis que le Père Nicieux et le Père Vers animaient la discussion, ainsi que l’Abbé Ration. Il fallut que le Père Spicace et le Père Suasif prêchassent l’apaisement, mais seule la ténacité du Père Sistant put rétablir l’ordre. Le Père Turbateur, le Père Sécuteur et le Père ltoine eux-mêmes durent renoncer à semer la discorde, pendant que l’Abbé Attitude était de l’avis de tout le monde ; mais le Père San, avec sa tête de Turc, ne voulait rien entendre.

Enfin on arriva au cimetière. Là, devant la fosse que le Père Forant avait creusée, le Père Pétuel et le Père Manent parlèrent de l’éternité, tandis que tout le monde pleurait, surtout le Père Clus, qui perdait en l’Abbé Quille son seul et unique soutien. À la fin, on glissa la pierre tombale préparée par l’Abbé Tonneuse.

Ce fut un bien triste cortège qui reprit le chemin du couvent, derrière le Père Pendiculaire, courbé en deux par la douleur. Le Père Du fut retrouvé. À l’arrivée au couvent, l’Abbé Quée prépara le repas, pendant que le Père Uquier rasait tout le monde. Le Père Nod et l’Abbé Nédictine servaient à boire. Le repas fut mélancolique. Le Père Sil avait perdu toute sa fraîcheur. L’Abbé Chamel n’avait jamais paru d’une telle blancheur ; quant à l’Abbé Terave, il était de toutes les couleurs.

Je suis convaincu, mes frères, que vous prendrez part à notre douleur, et je vous prie de croire aux sentiments religieux de

l’Abbé Tise

 


 

venerdì 8 maggio 2026

LA VOCE DEI PADRI


 

Pentecoste

 


Martin Schongauer 1480 (Museo di Colmar Francia)

 

Vieni in me, Spirito Santo, Spirito di sapienza:
donami lo sguardo e l'udito interiore,
perché non mi attacchi alla cose materiali,
ma ricerchi sempre le realtà spirituali.

Vieni in me, Spirito Santo, Spirito dell'amore:
riversa sempre più la carità nel mio cuore.

Vieni in me, Spirito Santo, Spirito di verità:
concedimi di pervenire alla conoscenza della verità
in tutta la sua pienezza.

Vieni in me, Spirito Santo,
acqua viva che zampilla per la vita eterna:
fammi la grazia di giungere a contemplare
il volto del Padre nella vita e nella gioia senza fine. 

Amen.

(Sant'Agostino)





SIAMO QUI DAVANTI A TE (Adsumus)

 
Antica preghiera del VII secolo di origine ispanica, diventata tipica delle assemblee conciliari e sinodali lungo i secoli, fino al Concilio Vaticano II.

 

Siamo qui dinanzi a te, o Spirito Santo:
sentiamo il peso delle nostre debolezze,
ma siamo tutti riuniti nel tuo nome;
vieni a noi, assistici, scendi nei nostri cuori:
insegnaci tu ciò che dobbiamo fare,
mostraci tu il cammino da seguire,
compi tu stesso quanto da noi richiedi.
Sii tu solo a suggerire e guidare le nostre decisioni,
perché tu solo, con Dio Padre e con il Figlio suo,
hai un nome santo e glorioso.
Non permettere che sia lesa da noi la giustizia,
tu che ami l’ordine e la pace;
non ci faccia sviare l’ignoranza,
non ci renda parziali l’umana simpatia,
non ci influenzino cariche o persone.
Tienici stretti a te col dono della tua grazia,
perché siamo una sola cosa in te
e in nulla ci discostiamo dalla verità.
Fa’ che riuniti nel tuo santo nome,
sappiamo contemperare bontà e fermezza insieme
così da far tutto in armonia con te,
nell’attesa che, per il fedele compimento del dovere,
ci siano dati in futuro i premi eterni. 

Amen

mercoledì 15 ottobre 2025

Se non diventerete come i bambini... Si vous ne devenez pas comme les enfants...

 "In verità vi dico: se non cambiate e non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli" (Mt 18, 3).

 "Amen, je vous le dis : si vous ne changez pas pour devenir comme les enfants, vous n’entrerez pas dans le royaume des Cieux" (Mt 18, 3).