Decreto di scomunica per i lefebvriani e nota esplicativa
Nonostante le
ammonizioni rivolte al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio
X, il Vescovo Alfonso de Galarreta, avendo compiuto un atto di natura
scismatica mediante la consacrazione episcopale di quattro presbiteri, senza
mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice, è incorso ipso
facto nelle pene previste dal can. 1387 e dal can. 1364 § 1 CIC 2021.
Dichiaro
dunque a tutti gli effetti giuridici che sia il suddetto Vescovo Alfonso de
Galarreta sia Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e
Marc Hanappier sono incorsi ipso facto nella scomunica latae
sententiae riservata alla Sede Apostolica.
Dichiaro
inoltre che il Vescovo Bernard Fellay, avendo partecipato direttamente alla
celebrazione liturgica come conconsacrante, avendo così aderito pubblicamente
all’atto scismatico, è incorso nella scomunica latae sententiae prevista
dal can. 1364 § 1 CIC 2021.
Si
ammoniscono i chierici e i fedeli laici a non aderire allo scisma della
Fraternità Sacerdotale San Pio X, perché incorrerebbero ipso facto nella
pena della scomunica latae sententiae.
Dal Palazzo
del Dicastero, 2 luglio 2026
Víctor M. Card. Fernández
Prefetto
John J. Kennedy
Arcivescovo tit. di Ossero
Segretario per la Sezione Disciplinare
Mons. Armando Matteo
Segretario per la Sezione Dottrinale
NOTA
ESPLICATIVA
Dai tempi di
San Paolo VI fino agli ultimi colloqui, svoltisi recentemente presso questo
Dicastero, i molteplici tentativi di ricondurre gli aderenti al movimento
iniziato da Mons. Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica
si sono rivelati vani. Tale situazione si è ulteriormente aggravata a causa
delle recenti consacrazioni episcopali celebrate senza mandato pontificio,
contro la volontà del Santo Padre, in aperta violazione del diritto canonico.
Pertanto,
questo Dicastero, nel fedele esercizio delle funzioni ad esso affidate, ritiene
necessario rilevare che tale atto ha configurato il delitto di scisma, con le
conseguenze canoniche per i ministri sacri e per i fedeli laici coinvolti.
Infatti, come già dichiarato nel 1988, «tale disobbedienza − che porta con sé
un rifiuto pratico del Primato romano − costituisce un atto scismatico» (cf.
Giovanni Paolo II, Lett. ap. Ecclesia Dei, 3).
A tale
riguardo, d’ora in poi:
I ministri
sacri, appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, sono nello scisma e
devono pertanto essere considerati scismatici (cfr. Ecclesia Dei, 5
c; Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Nota esplicativa sulla
scomunica per scisma in cui incorrono gli aderenti al movimento del Vescovo
Marcel Lefebvre, 24.08.1996, 5-6), risultando soggetti alla scomunica
prevista dal diritto (can. 1364 § 1 CJC).
Per quanto
concerne i fedeli laici, sono da ritenersi scismatici e scomunicati coloro che
aderiscono formalmente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X alle condizioni
stabilite nella Nota esplicativa dal Pontificio Consiglio per
i Testi Legislativi del 1996 (cfr. ibidem, 7), ancora vigente, che
questo Dicastero fa propria.
3. Si avverte,
infine, il santo Popolo di Dio che i ministri sacri della Fraternità
Sacerdotale San Pio X amministrano illecitamente i sacramenti e che il
sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro
assistito sono invalidi.
La Chiesa,
come madre premurosa, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti
coloro che desiderano tornare alla piena comunione. I Nunzi Apostolici
disporranno delle procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei diversi
casi.
Si esortano,
infine, tutti i fedeli a rimanere saldi nella comunione con il Romano
Pontefice, con i Vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa (cfr. Lumen
Gentium, 22; can. 751 CIC), e ad astenersi dal partecipare alle
celebrazioni e attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale San Pio
X.
Dal Palazzo
del Dicastero, 2 luglio 2026
Víctor M. Card. Fernández
Prefetto
Mons. Armando Matteo
Segretario per la Sezione Dottrinale
John J. Kennedy
Arcivescovo tit. di Ossero
Segretario per la Sezione Disciplinare
Scismi e divisioni nella Chiesa sono opere del demonio
Papa Francesco: il diavolo semina zizzania
Il Concilio ci ricorda che la Chiesa, a immagine della Trinità, è
comunione. Il diavolo, invece, vuole seminare la zizzania della
divisione.Non cediamo alle sue lusinghe, non cediamo alla tentazione
della polarizzazione. Quante volte, dopo il Concilio, i cristiani si
sono dati da fare per scegliere una parte nella Chiesa, senza accorgersi
di lacerare il cuore della loro Madre! Quante volte si è preferito
essere “tifosi del proprio gruppo” anziché servi di tutti, progressisti e
conservatori piuttosto che fratelli e sorelle, “di destra” o “di
sinistra” più che di Gesù; ergersi a “custodi della verità” o a “solisti
della novità”, anziché riconoscersi figli umili e grati della santa
Madre Chiesa. Il Signore non ci vuole così. Tutti, tutti siamo figli di
Dio, tutti fratelli nella Chiesa, tutti Chiesa, tutti. Noi siamo le sue
pecore, il suo gregge, e lo siamo solo insieme, uniti.