mercoledì 25 gennaio 2017

SAN FRANCESCO DI SALES TESTIMONE DEL VANGELO



Francesco di Sales nacque a Thorens il 21 agosto 1567 e ricevette una solida formazione classica e spirituale presso la scuola dei gesuiti. Il padre, che desiderava per suo figlio una carriera giuridica, lo mandò a studiare in uno dei più prestigiosi atenei del tempo, l’università di Padova. In questo periodo della sua vita Francesco maturò la scelta della vocazione sacerdotale. Ricevuta l’ordinazione presbiterale il 18 dicembre 1593, fu inviato a svolgere il suo ministero pastorale nella regione del Chablais, un territorio caratterizzato da una alta presenza di calvinisti.
Francesco affrontò questa situazione con tanta diplomazia e saggezza, iniziando a tessere un dialogo rispettoso e proficuo verso coloro che accettavano il confronto ma anche verso coloro che si rifiutavano di affrontare un dialogo. Egli decise di pubblicare ed affiggere dei manifesti, dove esponeva le sue argomentazioni per le varie tematiche riguardanti vari aspetti della vita. Per questa ragione, Francesco di Sales è stato dichiarato nel 1923 patrono dei giornalisti.
Francesco di Sales è stato un illustre direttore spirituale, che sapeva scrutare le anime, proponendo sempre una riflessione adeguata alla situazione della persona, offrendo consigli per dare coraggio nella vita spirituale, ed aiutando a discernere e a compiere la propria vocazione nell’evangelizzazione e nel servizio dei fratelli.
Francesco di Sales fu nominato Vescovo di Ginevra nel 1602, proseguendo ed ampliando la sua azione pastorale iniziata da sacerdote, contribuendo insieme a Francesca de Chantal alla fondazione dell’Ordine della Visitazione, che ebbe il grande merito di promuovere la spiritualità del Sacro Cuore di Gesù.
Francesco di Sales morì il 28 dicembre del 1622. Fu beatificato nel 1661, canonizzato nel 1665 e proclamato Dottore della Chiesa nel 1887 da Papa Leone XIII.
Francesco di Sales è un santo che continua a risvegliare la fede della Chiesa. Egli diviene il modello di come intraprendere il dialogo ecumenico e interreligioso. Utilizzare i manifesti è stata una idea geniale e rivoluzionaria, perché consentiva una rapida diffusione dei suoi scritti ad una vasta popolazione scarsamente propensa al confronto.
Oggi ai cristiani è offerta la possibilità di usare la rete per diffondere il messaggio cristiano e combattere le tante ideologie pragmatiche che contrastano contro le verità della fede cattolica. Esistono varie forme di giornalismo cristiano che possono essere applicate verso il mondo della rete: il giornalismo dell’evangelizzazione, il giornalismo della testimonianza, il giornalismo della verità.
La fede nasce sempre dall’ascolto, l’ascolto richiede qualcuno che annunzi, e l’annunziatore del Vangelo ha bisogno della grazia. Oggi urge diffondere la grazia del Vangelo agli uomini assopiti e distratti dall’abuso dei social network, che tendono ad essere sempre più mezzi di infruttuoso esibizionismo e di malsane curiosità. Annunziare il Vangelo significa portare l’interezza del messaggio cristiano, per risvegliare gli uomini dal torpore della vita, invitandoli a riflettere sul significato della famiglia, sull’importanza dell’educazione dei figli, sull’assistenza alle persone anziane, sull’accoglienza dei bisognosi, sulla necessità del chiedere perdono e del dare perdono in ogni ambito dove si vive. In una sola parola evangelizzare attraverso la radio, la televisione, i giornali, e la rete significa portare il messaggio cristiano per mezzo di una parola di vita piena di speranza, di consolazione e di conforto.
La testimonianza è il prolungamento naturale dell’evangelizzazione. Offrire la propria testimonianza è sicuramente efficace quando siamo conosciuti di persona, quando la gente è informata sul nostro stile di vita. Questa è la testimonianza silenziosa che lascia parlare i fatti, lasciando mute le parole. Ma è possibile una altra forma di testimonianza, che consiste nel raccontare la propria esperienza, che non è detto che sia sempre una storia costellata di successi. Il racconto dei propri fallimenti, accompagnati dall’intervento della grazia di Dio, è un fare giornalismo che attira il lettore, perché abbatte le barriere dell’ipocrisia, elimina l’imbarazzo del sentirsi inadeguato, crea empatia con la persona anche se non la si conosce, ed infine ristabilisce la fiducia verso chi si ritiene l’unico che vive quella situazione di dolore e di fallimento.
La terza forma di evangelizzazione è quella di fondare ogni parola ed ogni gesto sulla verità. La libertà del giornalista non significa scrivere quello che desidera, e nemmeno poter trattare qualunque argomento arrogandosi il diritto di esporre qualsiasi opinione personale. Il dovere del giornalista è quello di tacere, quando non è sicuro della notizia che vuole pubblicare. Quando vengono riportate calunnie, menzogne, diffamazioni e disinformazioni il giornalista diventa portatore di odio, di violenza e di ingiustizia. Se alcune parole contribuiscono a risollevare l’animo, altre parole possono creare ferite dolorose alla coscienza.  La verità della notizia è il principio del buon giornalismo, perché la verità restituisce quella libertà che la menzogna ha derubato, nascosto e profanato.
Francesco di Sales è il patrono dei giornalisti cattolici, perché ha saputo coniugare in modo mirabile l’evangelizzazione, la testimonianza e la verità, incarnandoli all’interno di uno scritto e nell’opera della direzione spirituale verso le persone che ricorrevano a lui.  Lo scrivere e il parlare diventano due facce della stessa medaglia, quando sono utilizzate per proporre e non per imporre, quando rispettano l’interlocutore e non desiderano convincere, quando vogliono testimoniare la verità con la discrezione, con la mitezza e l’umiltà della fede.
 Osvaldo Rinaldi "ZENIT" on 24 January, 2017


domenica 1 gennaio 2017

Chi erano i pastori di Beltemme?

Giorgione (1478 - 1510)



Al tempo di Gesù i pastori erano considerati impuri e peccatori, che, secondo le scritture, il Messia alla sua venuta, avrebbe eliminato fisicamente. Erano servi malpagati e sfruttati da parte dei proprietari del gregge, e quindi sopravvivevano con il furto ai padroni o agli altri pastori con i quali contendevano i pascoli (Gen 13,7; 26,20). Vivevano di ruberie e spesso ci scappava anche il morto. Inoltre, per la loro condizione di vita, isolati nelle montagne e nei pascoli per gran parte dell’anno, a contatto solo con le bestie, erano per lo più bruti, selvaggi pericolosi che era sconsigliabile incontrare. Erano esclusi dal tempio e dalla sinagoga, per loro non c’era alcuna possibilità di salvezza. Erano esclusi anche dal perdono di Dio perchè non potevano restituire quel che avevano rubato, secondo quanto era prescritto dalla Legge (Lv 5,21-24). Privati dei diritti civili, esclusi dalla vita sociale, ai pastori era negata la possibilità di essere testimoni, poiché, in quanto ladri e bugiardi, non erano credibili e valevano meno delle bestie che dovevano accudire. Equiparati agli immondi pagani, per i quali non c’era alcuna speranza, si insegnava infatti che, se si poteva tirare fuori un animale caduto in una fossa il pastore no: «Non si tirano fuori da un fosso né i pagani né i pastori». La condizione più disprezzata era quella del pastore.
Una volta non era così infatti il re Davide, ispirato da Dio, aveva scritto in uno dei salmi più sublimi: «Il Signore è il mio pastore» (Sal. 23,1)? Al tempo in cui Davide scriveva il salmo, la società palestinese era diversa, era ancora di stampo nomade, e nel mondo beduino il ruolo del pastore era importante, al punto da diventare figura del capo, del re, e quindi di Dio. Poi la società andò mutando e diventò sempre più sedentaria, passando dall’attività prevalente della pastorizia a quella dell’agricoltura. Ora si sa che tra agricoltori e pastori c’è stata tensione e non è mai corso buon sangue, perchè gli interessi degli uni sono a scapito di quelli degli altri. L’atavica rivalità tra agricoltori e pastori veniva fatta risalire al Libro della Genesi, addirittura a Caino e Abele, causa del primo assassinio della storia dell’umanità (Gen 4,3-8).
Al tempo di Gesù l’immagine idilliaca del pastore era ormai un ricordo e la realtà era ben altra. Raffigurati come nemici del Signore, ai pastori spettava solo il castigo di Dio. Castigo che la società del tempo aspettava con l’apparizione del Messia. 

Con Gesù cambia il concetto di Dio

Con Gesù però Dio non è più lo stesso di prima, e neanche i pastori saranno più gli stessi di prima. Infatti proprio ai pastori, viene annunciata la nascita del loro Salvatore. Con Gesù cambia il concetto di Dio che non è colui che punisce, ma colui che salva; non colui che castiga, ma colui che perdona. Inoltre bisogna considerare che colui che annuncia ai pastori la nascita di Gesù è l’Angelo del Signore, espressione con la quale nella Bibbia non si indica un angelo qualsiasi inviato dal Signore, ma Dio stesso che entra in contatto con gli uomini. Dio era considerato lontano, inavvicinabile, era l’Altissimo, nell’alto dei cieli, e non entrava in contatto diretto con gli uomini. Quando lo faceva, si usava la formula Angelo del Signore (Gen 16,10-13). Immagine ed estensione dello stesso Dio, l’Angelo del Signore incuteva paura. Era infatti raffigurato «con la spada sguainata in mano» (1Cr 21,16), pronto a Castigare, punire, sterminare («porta lo sterminio in tutto il territorio d’Israele», 1Cr 21,12). Alla sua vista, i pastori «furono impauriti di grande paura» (Lc 2,9). Pensarono che fosse giunta la loro ora, quella di essere inceneriti dall’ira divina, come aveva annunciato il profeta Isaia.
Ma con Gesù appare il vero volto di Dio il ruolo dell’Angelo del Signore non è più in funzione del castigo e della punizione, da ora in poi sarà solo in funzione della vita. L’Angelo del Signore nel vangelo di Luca compare tre volte, e sempre per annunciare una nuova vita: al sacerdote Zaccaria annuncia la nascita del figlio Giovanni, a Maria quella di Gesù e ai pastori quella del Salvatore. Ma i pastori questo ancora non lo sanno, e rimangono nel terrore della fine imminente. Invece dal cielo non scende un fuoco distruttore che li annienta, ma «la gloria del Signore li avvolse di luce» (Lc 2,9). La gloria del Signore, ovvero il suo amore, avvolge, abbraccia completamente i pastori inondandoli della sua luce.

L’amore come dono non come premio

Il Signore non ha chiesto ai pastori di pentirsi del loro comportamento, non li ha invitati a far penitenza per i loro peccati, neanche ha imposto loro di purificarsi o di recare offerte al tempio. Li ha amati, e l’amore rende liberi, ma non solo. I pastori hanno sperimentato l’amore come regalo e non come premio, come dono e non come frutto dei loro meriti.
Una volta che si fa esperienza di questo amore, e lo si accoglie, non esistono più barriere tra Dio e gli uomini, non si è più gli stessi di prima, perché Dio non e piu lo stesso.
I pastori credevano di essere i più lontani da Dio per la loro condizione di impurità, di illegalità, di peccato e si ritrovano di colpo a essere i più vicini al Signore, al punto che se ne ritornano alle loro greggi «glorificando e lodando Dio» (Lc 2,20), svolgendo il ruolo dei sette angeli ammessi al servizio di Dio’°, gli esseri piu vicini a lui che avevano come compito quello di glorificarlo e di lodarlo.
E questo è solo l’anticipo della buona notizia che il neonato Gesù porterà al mondo, per la gioia dei peccatori e l’ira furibonda dei pii, per l’allegria degli emarginati dalla religione e l’astio della casta sacerdotale al potere, perché, si sa, «nessun profeta è accetto nella sua patria», proprio come succederà a Gesù (Lc 4,16-30).

Alberto Maggi da Non c'è più religione, pp. 11-21.

mercoledì 14 dicembre 2016

L'ALBERO DI NATALE



Non contribuisci a disboscare foreste di abeti che ogni anno vengono attaccate per abbellire le case solo per qualche settimana.... L'albero di Natale, lasciamolo nel suo ambiente naturale!

 IL VALORE SIMBOLICO DELL'ALBERO DI NATALE

"L’albero di Natale arricchisce il valore simbolico del presepe, che è un messaggio di fraternità e di amicizia; un invito all’unità e alla pace; un invito a far posto, nella nostra vita e nella società, a Dio, il quale ci offre il suo amore onnipotente attraverso la fragile figura di un Bimbo, perché vuole che al suo amore rispondiamo liberamente con il nostro amore. 
L’albero portano quindi un messaggio di speranza e di amore, e aiutano a creare il clima propizio per vivere nella giusta dimensione spirituale e religiosa il mistero della Nascita del Redentore. 
Natale è festa cristiana e i suoi simboli costituiscono importanti riferimenti al grande mistero dell’Incarnazione e della Nascita di Gesù. 
Il Creatore dell’universo, facendosi bambino, è venuto tra noi per condividere il nostro umano cammino; si è fatto piccolo per entrare nel cuore dell’uomo e così rinnovarlo con la onnipotenza del suo amore. 
E’ per questa ragione, ha aggiunto, che è necessario prepararsi “ad accoglierlo con fede animata da salda speranza. 
L’albero e il presepio sono elementi di quel clima tipico del Natale che fa parte del patrimonio spirituale delle nostre comunità. 
E’ un clima soffuso di religiosità e di intimità familiare, che dobbiamo conservare anche nelle odierne società, dove talora sembrano prevalere la corsa al consumismo e la ricerca dei soli beni materiali. 
L’albete in particolare è un significativo simbolo del Natale di Cristo, perché con le sue foglie sempre verdi richiama la vita che non muore. 
Mantenete vive queste belle tradizioni così sentite, e impegnatevi a renderle sempre più manifestazioni di una vita cristiana autentica ed operosa. 
Papa emerito Benedetto XVI"

martedì 6 dicembre 2016

LITANIES AUX SAINTS EXORCISTES ou à ceux qui ont lutté contre le démon durant leur vie.


  San Benedetto da Norcia
 
Pour solliciter les saints qui nous ont précédés dans le combat contre le démon
et qui sont nos protecteurs privilégiés aujourd'hui.


 Au Nom du  Père et du Fils et du Saint-Esprit.
Amen.
Seigneur, ayez pitié de nous.
Jésus-Christ, ayez pitié de nous.
Seigneur, ayez pitié de nous.
Jésus-Christ, écoutez-nous.
Jésus-Christ, exaucez-nous.
 Père céleste qui êtes Dieu, ayez pitié de nous.
Fils Rédempteur du monde qui êtes Dieu, ayez pitié de nous.
Esprit-Saint qui êtes Dieu, ayez pitié de nous.
 Trinité Sainte qui êtes un seul Dieu, ayez pitié de nous.
 Sainte Marie, reine des Anges, priez pour nous.
 Saint Michel Archange, priez pour nous.
Saint Raphaël Archange, priez pour nous.
Saint Gabriel Archange, priez pour nous.
 Les sept Princes Assistants au Trône de Dieu, priez pour nous.
Nos saints Anges gardien, priez pour nous.
Saint Chœur des Puissances, priez pour nous.
Tous les saints Chœurs des Anges, priez pour nous.
 Saint David, Saint Moïse, Saint Élie, Saint Élisée,
Saint Isaïe, Saint Job, Saint Balthasar,
Saint Joseph, terreur des démons,
Tous les saints Patriarches et Prophètes, priez pour nous.
 Saint Étienne,
Saint Pierre et Saint Paul,
Saint Jean, Saint Jacques le majeur,
Saint André, Saint Barthélémy,
Saint Mathias, Saint Matthieu,
Saint Marc, Saint Luc,
Tous les saints Apôtres et Évangélistes, priez pour nous.
 Saint Philippe le diacre, Saint Antipas de Pergame,
Les soixante-douze disciples du Seigneur,
Saint Lin de Volterra, Saint Romulus de Fiesole,
Saint Siméon de Jérusalem, Saint Ignace d'Antioche,
Saint Hermès, Saint Denis,
Saint Eudoxie de Baalbek, Sainte Livrade de Pavie,
Saint Potito le Roumain, Saint Apollinaire de Ravenne,
Saint Calixte 1er, Sainte Martine,
Saint Hippolyte le Théologien, Sainte Apolline d'Alexandrie,
Saint Aurélien, Saint Christophe le Scythe,
Saint Cyrille de Corfoue, Saint Triphon d'Apamée,
Saints Alphie, Philadelphe et Cirin de Sicile,
Saint Phantin de Rome, Saint Romain de Rome,
Saint Valentin de Terni, Saint Counon l'Isaurien,
Saint Sernin de Toulouse, Saint Gorgon de Rome,
Saint Quint de Phrygie, Saint Sébastien,
Saint Cosme et Damien, Saint Julien de Brioude,
Saint Vital d'Agaune, Saint Nazaire,
Saint Romain d'Antioche, Saint Anthime le Grand,
Saint Guy de Trapani, Saint Firmin d'Amiens,
Saint Georges, Saint Pierre l'exorciste,
Sainte Pauline, Saint Procope de Palestine,
Saint Nestor de Thessalonique, Saint Cyprien,
Sainte Justine d'Antioche, Saint Pancrace le Néophyte,
Sainte Julienne de Nicomédie, Saint Pantalèon de Nicomédie,
Saint Demetrios le Myroblite, Sainte Catherine d'Alexandrie,
Saint Frontinien de Carcassonne, Saint Philicos de Rome,
Saint Memme l'exorciste, Sainte Marguerite d'Antioche,
Saint Longin de Marseille, Saint Thibéry d'Agde,
Saint Donat d'Arezzo, Saints Jean et Paul,
Saint Sérapion le Scholastique, Saint Antonin d'Alexandrie,
Saint Didier de Langres, Saint Léonce de Tripoli,
Sainte Quitterie de Gascogne, Saint Caprais d'Agen,
Saint Anastase de Sergiopolis, Sainte Dymphne de Brabant,
Saint Bertaud d'Arras, Saint Théofred du Puy en Velay,
Saint Pierre de Vérone, Saint Josaphat Kuncewicz,
Saints Martyrs de l'Ouganda,
Tous les saints Martyrs, priez pour nous.
 Sainte Marie-Madeleine, Sainte Marthe,
Sainte Pélagie d'Antioche, Saint Arsace de Nicomédie,
Saint Paul de Thèbes, Saint Pacôme,
Saint Agathon, Saint Martinien de Césarée,
Saint Moïse l'Ethiopien, Saint Thomas de malée,
Saint Antoine le Grand, Sainte Isadora la Stupide,
Saint Hilarion le Grand, Saint Basile le Grand,
Saint Macaire le Grand, Saint Nathanaël de la Thébaïde,
Saint Ampelio de la Thébaïde, Saint Maroun,
Sainte Euphrasie de Tipaza, Saint Arsène le Grand,
Saint Jacques le Grand, Saint Siméon Stylite d'Antioche,
Saint Talalaos de Cilicie, Saint Euthime de Mélitène,
Saint Daniel Stylite, Saint Gibrien de Chalons,
Saint Cado d'Auray, Sainte Théodora d'Alexandrie,
Saint Théodore de Constantinople, Saint Briac de Bretagne,
Saint Jacut de Bretagne, Saint Cyriaque de Corinthe,
Saint Romain de Subiaco, Saint Caloger de Scaccia,
Saint Gildas de Rhuys, Saint Léonard de Noblat,
Saint Siméon le Fou, Saint Hospice de Villefranche-sur-Mer,
Saint Siméon Stylite d'Alep, Saint Victurnien du Limousin,
Saint Gall de Brégenz, Saint Josse de Ponthieu,
Saint Cénéré de Saulges, Sainte Gudule de Bruxelles,
Saint Gilles de Nîmes, Saint Pierre l'Athonite,
Saint Gérard d'Aurillac, Saint Phantin de Calabre,
Saint Athanase l'Athonite, Saint Nicodème de Kellerana,
Saint Siméon de Syracuse, Saint Thibaud de Vicence,
Saint Guillaume Firmat, Saint Galgan Guidotti,
Saint Avertin de Tours, Saint Pierre de Goritz,
Saint Silouane l'Athonite,
Tous les saints Moines et Ermites, priez pour nous.
 Saint Aspremo de Naples, Saint Grégoire le Thaumaturge,
Saint Nicolas de Myre, Saint Vicinio de Sarsina,
Saint Géminien de Modène, Saint Achille le Thaumaturge,
Saint Théodule de Martigny, Saint Hilaire de Poitiers,
Saint Zénon de Vérone, Saint Urbain de Langres,
Saint Elide de Clermont-Ferrand, Saint Ambroise de Milan,
Saint Martin de Tours, Saint Jean Chrysostome,
Saint Amator d'Auxerre, Saint Augustin,
Saint Germain l'Auxerrois, Saint Maxime de Riez,
Saint Patrick, Saint Théodoret de Cyr,
Saint Loup de Troyes, Saint Séverin d'Aguaune,
Saint Éleuthère de Tournay, Saint Sabas le Sanctifié,
Saint Florentin d'Arles, Saint Rémi de Reims,
Saint Aubin d'Angers, Saint Benoît de Nursie,
Saint Hilaire de Galeata, Saint Samson de Dol,
Saint Pol Aurélien de Léon, Saint Grat d'Aoste,
Saint Hervé de Lanhouarneau, Saint Maur de Granfeuil,
Saint Véran de Cavaillon, Saint Jean de Constantinople,
Saint Théodore d'Ancyre, Saint Colomban de Luxeuil,
Saint Jean d'Alexandrie, Saint Méen de Brocéliande,
Saint Titien d'Oderzo, Saint Romain de Rouen,
Saint Jean Climaque du Sinaï, Saint Ennemond de Lyon,
Saint Évroult du Pays d'Ouche, Saint Menoux de Quimper,
Saint Sever d'Avranches, Saint Élige de Noyon,
Saint Adelphe de Remiremont, Sainte Aldegonde de Maubeuge,
Saint Achaire de Jumièges, Saint Gilbert de Meaux,
Saint Hidulphe du Hainaut, Saint Wulfran de Sens,
Sainte Berthe de Blangy, Saint Hugues de Rouen,
Saint Willibrord du Luxembourg, Saint Vandon de Saint-Wandrille,
Saint Antonin de Sorrente, Saint Oswald d'York,
Saint Wolgang de Ratisbonne, Saint Étienne de Macerrata,
Saint Romuald de Ravenne, Saint Cyriaque de Buonvicino,
Saint Procope de Bohème, Saint Jean Gualbert,
Saint Bernard de Menton, Saint Bruno,
Saint Luc de Melicuccà, Saint Bernard de Clairvaux,
Saint Ubald de Gubbio, Saint Guillaume d'Eskil,
Saint Raymond Nonnat, Saint André Corsini, Saint François de Sales.
Tous les Saints Évêques et Abbés, priez pour nous.
 Saint Nymphos de Cahors, Saint Ephrem le Syrien,
Saint Mathurin de Larchant, Saint Alexis l'Homme de Dieu,
Saint Philippe d'Agira, Saint Léon de Catane,
Saint Amable de Riom, Saint Félix de Valois,
Saint Dominique de Guzman, Saint François d'Assise,
Saint Antoine de Padoue, Sainte Élisabeth de Hongrie,
Saint Hyacinthe de Cracovie, Saint Sylvestre d'Ancône,
Saint Nicolas de Tolentino, Saint Pellegrin de Forli,
Sainte Flore de Beaulieu, Saint Yannick de Quimper,
Saint Conrad Confalonieri, Sainte Brigitte de Suède,
Sainte Catherine de Sienne, Sainte Catherine de Suède,
Saint Vincent Ferrier, Sainte Julienne de Falconieri,
Sainte Françoise Romaine, Sainte Colette de Corbie,
Saint Jean de Capistran, Saint Nicolas de Flüe,
Sainte Angèle Merici, Saint Basile le Benêt,
Saint Ignace de Loyola, Saint Stanislas Kostka,
Sainte Catalina de Majorque, Sainte Thérèse d'Avila,
Saint Jean de la Croix, Saint Philippe Néri,
Saint André Avellin, Sainte Rose de Lima,
Saint Jean Berchmans, Saint Vincent de Paul,
Saint Bernard de Corleone, Saint Louis-Marie Grignon de Montfort,
Sainte Véronique Juliani, Saint Paul de la Croix,
Saint Vincent Pallotti, Saint Jean-Marie Vianney, curé d'Ars,
Saint Jean Bosco, Sainte Thérèse de l'Enfant-Jésus,
Sainte Gemma Galgani, Sainte Faustine Kowalska,
Saint Luigi d'Orione, Saint Léopold Mandic,
Saint Padre Pio de Petrelcina
Tous les Saints Fondateurs et Confesseurs, intercédez pour nous.
 Agneau de Dieu qui enlevez les péchés du monde, pardonnez-nous Seigneur.
Agneau de Dieu qui enlevez les péchés du monde, exaucez-nous Seigneur.
Agneau de Dieu qui enlevez les péchés du monde, ayez pitié de nous.
 V/ Rendez-nous dignes de vous louer, ô Vierge Sainte.
R/ Donnez-nous la force de combattre vos ennemis.

 Prions
Ô Dieu qui par la Vierge Marie, avez donné à vos Saints la grâce de combattre le démon, accordez-nous d'imiter leurs vertus afin de ressentir les bienfaits de leur protection et de trouver la force de marcher sur leurs pas. Par Notre Seigneur Jésus-Christ, votre Fils, qui étant Dieu, vit et règne avec Vous dans l'unité du Saint-Esprit pour les siècles des siècles. Amen.

martedì 1 novembre 2016

TUTTI I SANTI o l'ardentissimo desiderio di santità

"Un discepolo andò dal suo maestro e disse: Maestro voglio trovare Dio. Il maestro sorrise. E siccome faceva molto caldo, invitò il giovane ad accompagnarlo a fare un bagno nel fiume. Il giovane si tuffò e il maestro fece altrettanto. Poi lo raggiunse e lo agguantò, tenendolo a viva forza sott'acqua. Il giovane si dibatté alcuni istanti, finché il maestro lo lasciò tornare a galla. Quindi gli chiese che cosa avesse più desiderato mentre si trovava sott'acqua. - L'aria - rispose il discepolo. Desideri Dio allo stesso modo - gli chiese il maestro? - Se lo desideri così, non mancherai di trovarlo. Ma se non hai in te questa sete ardentissima, a nulla ti gioveranno i tuoi libri. Non potrai trovare la santità, se non la desideri come l'aria per respirare".

Dai Padri del deserto.

venerdì 14 ottobre 2016

Padre Gilles l’esorcista di Alassio

Alassio“Il diavolo? Lo prendo a bastonate con la preghiera e la forza di Gesù”. Padre Gilles Jeanguenin, 56 anni, nato in Svizzera, alassino di adozione, da quasi 20 è l’esorcista della Diocesi di Albenga-Imperia. A lui si rivolgono almeno 300/400 persone all’anno “ma non tutte – precisa – il sacerdote – hanno problemi con il demonio! Talvolta cercano una parola buona o un aiuto perché sono in difficoltà”.
Nei suoi vent’anni di ministero ha seguito casi delicati e complessi. “Gesù ha dato alla Chiesa un mandato preciso: “cacciate i demoni, guarite i malati e io combatto il demonio, non con la mia forza, certo, ma con quella di Gesù! Compio il mio ministero con gioia, perché voglio un gran bene alle persone che incontro. Il diavolo forse non è molto contento – sorride padre Gilles – ma voglio svolgere il mio operato con umiltà e competenza al servizio di chi soffre”.
Perché si rivolgono a lei le persone che hanno bisogno di conforto e di aiuto? “In questi tempi c’è carenza di spiritualità e di vera umanità: la società è in crisi per la perdita di valori. In questo modo c’è sempre meno spazio per la compassione, la tenerezza, l’umilità, la delicatezza. Sicuramente si pensa troppo solo ai beni materiali di questo mondo, che spesso chiudono il cuore dell’uomo e lo rendono arido – risponde il padre esorcista – A tutti cerco di dare un messaggio di speranza e di fiducia in Dio, che inizia con l’ascolto e la cordialità di un sorriso. Accolgo tutti senza chiedere nulla”.
Bisogna impedire che il demonio, sempre molto attivo, possa trovare terreno fertile nel calo della fede e nella superstizione. E per padre Gilles questo è un ministero che va fatto con amore nella grazia di Dio.  “Il mio servizio serve anche a combattere la sfiducia e il pessimismo che purtroppo sono dilaganti”, sottolinea.
“Ogni giorno apro la mia porta a persone bisognose – precisa il religioso svizzero– alcune sono tormentate dal diavolo o dalla paura di essere vittima di qualche maleficio, altre hanno perso la fiducia in sé e negli altri, altre ancora sono confuse o depresse, ma tutte sono bisognose di qualcuno che le aiuti e le ascolti. Io sono qui per loro”.
Lui è uno dei pochi esorcisti che operano in Liguria. Si è laureato in teologia presso l’Università di Friburgo e ha ricevuto l’ordinazione presbiterale nel 1989 ad Aosta. Padre Gilles è specializzato in demonologia e psicopatologia clinica. E’ membro dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti, oblato secolare dell’ordine benedettino, affiliato all’Ordine della Visitazione. E’ inoltre autore di numerosi libri di spiritualità, relatore e predicatore di ritiri spirituali. E’ stato richiesto anche nella formazione di neo-esorcisti all’estero, in particolare a Reims e a Orleans, in Francia. “Collaboro spesso anche con la Diocesi di Nizza. Anche in Costa Azzurra c’è bisogno di una persona esperta che possa portare la sua esperienza nel trattare casi e situazioni complesse”.
Prima di esercitare questo servizio ha studiato moltissimo: si è preparato con studi di teologia e di psicopatologia e con la pratica dell’esorcismo presso esorcisti di provata esperienza, come Padre Amorth e La Grua, già esorcista a Palermo.
Oggi si rivolgono a Padre Gilles donne, uomini anche coppie che scoppiano, giovani con problemi psicologici, persone che credono di essere possedute dal demonio, ma che molte volte hanno solo bisogno di essere rincuorate. “Li ricevo nel mio studio o nella cappella dove celebro messa. Arrivano da me perché sono stati mandati da parrocchie o medici, ma anche il tam tam funziona bene – spiega padre Gilles – I miei non sono “poteri”, il mio è solo un servizio che volgo per mandato del vescovo. Il vescovo Borghetti, anche se molto impegnato alla guida della Diocesi, ha sempre un pensiero per l’esorcista diocesano e gli ha già ricordato l’importanza di tale ministero.
Alcune persone sono finite nel vortice di sensitivi o maghi che hanno offerto loro solo false soluzioni ai loro problemi. Padre Gilles, opera con uno spirito diverso seguendo l’esempio del grande cultore della spiritualità ovvero San Francesco da Sales, vescovo di Ginevra, che combatteva il male con la dolcezza, la mitezza e la fiducia in Dio. “E’ stato un grande combattente contro il demonio. Ogni giorno, quando mi alzo, penso ad una sua frase che guida la mia vocazione: “ Fare tutto per amore, niente per forza”… E il diavolo resta alla porta.

 di Giò Barbera - 12 ottobre 2016 per iv
http://www.ivg.it/2016/10/padre-gilles-lesorcista-alassio-assiste-400-persone-bisognose-aiuto/



domenica 18 settembre 2016

Lutto di Don Gabriele Amorth, Esorcista della diocesi di Roma




Il nostro carissimo don Gabriele Amorth, alle 19,50 di oggi, venerdì 16 settembre 2016, in seguito ad un arresto cardiocircolatorio, ha concluso il suo cammino terreno. Lo ricordiamo ammirati per il vivo affetto e la carità straordinaria che ha sempre dimostrato verso le persone da lui assistite. Per circa trent’anni, infatti, si è prodigato per alleviare le sofferenze di tanti fratelli e sorelle, dedicandosi ad essi con impegno instancabile, sostenendoli e incoraggiandoli nelle loro dure prove e ravvivando continuamente in loro la speranza.